Attività non formali: strumenti per gli/le animatori/trici socioeducativi/e

Attività energizzanti e attività di team building

Le attività energizzanti e di team building sono volte a riunire e a preparare un gruppo di persone a prendere parte ad alcune attività educative; tali attività sono molto importanti soprattutto quando persone con un diverso background culturale si incontrano per la prima volta. Tali attività si sono svolte nel corso del corso di formazione internazionale e sono state utilizzate anche dai volontari e dalle volontarie SVE durante la loro esperienza di mobilità.

Nomi e gesti

I/le partecipanti sono disposti in cerchio. A turno, ciascuno/a di loro dovrà dire il proprio nome accompagnandolo con un gesto e ripetere il nome/gesto compiuto da coloro che l’hanno preceduto/a. L’esercizio termina quando l’ultima persona del cerchio ripeterà tutti i nomi e i movimenti utilizzati dai/dalle partecipanti per presentarsi.

Creazione del badge (15 minuti)

I/le partecipanti saranno suddivisi in coppie per creare un badge che riporti nome, Paese e tre parole/curiosità riguardo a loro stessi. Dopo circa 5 minuti, le coppie si presenteranno e apporranno il badge sulla propria maglietta.

Mission is possible (75 minuti)

Lista di attività che tutti/e i/le partecipanti dovranno svolgere in gruppi al fine di raggiungere l’obiettivo finale. 

  1. raccogliere nomi, date di nascita, numero di scarpe, colore degli occhi e autografo di tutti i partecipanti e riportarli sulla flip chart;
  2. assicurarsi che tutti/tutte le partecipanti abbiano un fiore;
  3. esibirsi in una danza tradizionale;
  4. dare un nome al gruppo;
  5. ideare una bandiera che rappresenti il gruppo;
  6. creare una foto di gruppo con qualcosa che respiri ma non sia umano;
  7. scrivere la parola ARTCOM senza penne/matite/pennarelli e scattare una foto;
  8. costruire una torre che superi in altezza il membro più alto del gruppo;
  9. Tradurre in più lingue possibili la frase:

“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita.” 

  1. crea un segnale segreto con i compagni al fine di riconoscervi a vicenda;
  2. scrivi e canta una canzone contenente le seguenti parole: pesce, crea, sole, giovane, Sicilia, formazione, anguria. 

Alla fine, i/le partecipanti potranno riflettere sul lavoro di squadra, la capacità di leadership, il gioco, ecc.

Chi è il leader? (20 min)

I/le partecipanti si siederanno in cerchio. Uno/a di loro lascerà la stanza mentre il resto del gruppo dovrà scegliere un capo. Il suo compito è quello di svolgere una serie di azioni come battere le mani, pestare i piedi ecc. che i/le partecipanti dovranno copiare. Il/la volontario/a che si è allontanato/a dalla stanza dovrà accomodarsi al centro e cercare di comprendere chi è il capo. Questi dovrà cambiare le azioni a intervalli regolari senza essere scoperto. Quando il/la volontario/a individuerà il capo potrà unirsi al gruppo, mentre quest’ultimo dovrà lasciare la stanza per dare al gruppo l’opportunità di scegliere un nuovo capo.

Interpretazione (15 minuti)

Questo esercizio dovrebbe svolgersi in coppie e funziona meglio con gruppi composti da partecipanti che parlano lingue diverse.

Due volontari/e che parlano lingue diverse dovranno salire in cattedra, ciascuno/a di loro dovrà rivolgersi al resto del gruppo. La seconda persona che svolge il ruolo di interprete dovrà interpretare tutto ciò che il/la relatore/trice ospite dirà nella lingua di lavoro del gruppo.

Il/la relatore/trice e l’interprete non potranno accordarsi prima sulla storia da raccontare. L’idea è quella che il/la relatore/trice parli una lingua che l’interprete non capisce davvero (oppure in una lingua inventata) quindi deve inventare una traduzione. La storia inventata dall’interprete dovrà essere in linea con il linguaggio del corpo e i gesti del/della relatore/trice.

L’attività diventa ancor più divertente quando alcuni/e partecipanti parlano la lingua del/della relatore/trice, dal momento che potranno ridere della traduzione. La risata è contagiosa! I/le partecipanti che comprendono la lingua del/la relatore/trice potranno dire quanto l’interprete sia vicino alla vera storia.

Streching mattutino

I/le partecipanti formeranno un cerchio e dovranno ripetere i movimenti compiuti dal/dalla facilitatore/trice al fine di risvegliare i propri muscoli.

Corri e canta

I/le partecipanti si muovono in cerchio e rispondono utilizzando le frasi in una lingua straniera che il/la facilitatore/trice ha insegnato loro prima gridando poi con un tono più basso. L’attività continua con le opportune variazioni fino a quando i/le partecipanti non avranno l’energia necessaria per continuare la propria giornata.

Afferra la palla!

Il/la facilitatore/trice presenterà ai/alle partecipanti una palla immaginaria e “tenendola” dirà: “Ho in mano una palla” e mentre la muove fra le mani pronuncia la frase “La metto qui” scegliendo dove lasciare la palla. Quindi comincerà a canticchiare “nanan a na”. I/le partecipanti formeranno un cerchio e ripeteranno ogni frase e mossa del/della facilitatore. Tutti e tutte possono vestire a turno i panni del/della facilitatore/trice e proseguire il gioco, mettendo la palla dove desiderano.

Laboratori nazionali sull’arteterapia 

Uno dei principali obiettivi del progetto ARTCOM era costituito dalla condivisione di buone pratiche. Entrare in contatto con nuove culture, visioni e metodi consente agli/alle animatori/trici socioeducativi/e di migliorare il proprio lavoro e avere un maggiore impatto all’interno delle comunità locali.

Basandosi su questa idea, i formatori e le formatrici di ARTCOM hanno creato un’opportunità di apprendimento esperienziale durante il corso di formazione internazionale. Sfruttando la presenza di animatori e animatrici socioeducativi/e ed esperti nel campo dell’arteterapia, hanno creato una cornice dinamica che permettesse a ciascun partner di contribuire con dei laboratori nazionali.

 

L’idea alla base del progetto era quella di presentare diverse forme di arteterapia sul tema e di utilizzare materiale sostenibile, facile da procurare in qualunque situazione e senza la necessità di disporre di un grosso budget. Tale aspetto è particolarmente importante tenuto conto del fatto che non in tutte le comunità locali gli/le animatori/animatrici socioeducative possono godere di sostegno e risorse nelle comunità in cui operano.

Le attività riportate di seguito costituiscono le principali idee presentate nel corso dello scambio della durata di 8 giorni che sono state testate e utilizzate dai volontari SVE. Il manuale consente di riflettere sulle idee in modo da adattare tali attività ad ogni tipo di contesto, tenuto conto delle istruzioni presentate. Gli esperti provenienti dai Paesi africani ed europei hanno tenuto in grande considerazione la sostenibilità delle attività proposte e si sono serviti di tutti i materiali a loro disposizione insegnando ai/alle partecipanti come sfruttare appieno le risorse di cui dispongono.